PSICOTERAPIA

La psicoterapia deve essere praticata da un professionista, Psicologo o Medico, che abbia conseguito una Specializzazione quadriennale in Psicoterapia e che abbia svolto un adeguato training di formazione.

La psicoterapia viene attuata all’interno di una precisa cornice teorica di riferimento e presuppone l’utilizzo di specifiche tecniche volte a esplorare e raggiungere una maggiore consapevolezza di sé, essere maggiormente in contatto con se stessi e con gli altri favorendo così un cambiamento verso un generale miglioramento della qualità della vita.

La psicoterapia è un moltiplicatore di possibilità: amplia i gradi di libertà e di decisione individuale attraverso l’individuazione di nuove e più funzionali modalità di lettura di sé, degli altri e del mondo.Al fine di facilitare il percorso psicoterapeutico gli psicoterapeuti di Studio Porta Nuova ritengono fondamentale che la persona possa sentirsi accolta, al sicuro, compresa e non giudicata.

La durata temporale della psicoterapia dipende dal livello di sofferenza manifestato dal paziente e di conseguenza dagli obiettivi psicoterapeutici condivisi in fase di consultazione iniziale, ma solitamente è maggiore rispetto all’intervento di sostegno psicologico.

Presso Studio Porta Nuova è possibile intraprendere percorsi di:

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

La Psicoanalisi, iniziata con il lavoro di Freud, si è evoluta e trasformata nel corso degli anni integrando i contributi e il lavoro di molti autori. Nel nostro mondo complesso, una forma contemporanea di psicoanalisi è un trattamento per il disagio emotivo o la sofferenza, un percorso per la scoperta di sé e la crescita personale e un mezzo per stabilire e migliorare le relazioni con gli altri e il mondo in generale.

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Le tre principali correnti teoriche psicoanalitiche contemporanee sono la Psicologia del Sé, da Kohut a Lichtenberg, il Modello dell’Intersoggettività di Stolorow, Atwood, Orange e la Psicoanalisi Relazionale, inaugurata da Mitchell, e portata avanti attualmente da Aron, Benjamin, Ipp, Slavin e molti altri.

Le premesse epistemologiche della psicoanalisi contemporanea possono ricondursi ai seguenti principi:

  • Empatia e Campo Psicologico. Come scritto da Kohut: “La presenza di un osservatore empatico e introspettivo definisce per principio il campo psicologico”. A partire da questo fondamentale contributo è avvenuta una riformulazione degli obiettivi del trattamento: al valore di “verità” è stato sostituito quello di “accettazione di sé” e dell’espressione della propria soggettività. Sé come Motivazione Centrale. La motivazione base della dinamica psichica è preservare la coesione del Sé che ne costituisce il principio organizzatore centrale, nelle fasi decisive dello sviluppo ma anche nel corso dell’intera esistenza.
  • Sé come Motivazione Centrale. La motivazione base della dinamica psichica è preservare la coesione del Sé che ne costituisce il principio organizzatore centrale, nelle fasi decisive dello sviluppo ma anche nel corso dell’intera esistenza.
  • Attaccamento, Infant-Research e Neuroscienze. Con i contributi della Teoria dell’Attaccamento (Bowlby), dell’Infant – Research (Stern, Sander, Tronik) e delle Neuroscienze avviene un cambio di prospettiva intersoggettiva e relazionale, in cui la regolazione affettiva è il risultato sistemico di un contesto interattivo.
  • Sé e Sistemi Motivazionali. Attraverso i contributi di Lichtenberg, Lachmann e Fosshage viene definitivamente consolidato il superamento della concezione pulsionale della vita psichica: le “pulsioni” vengono sostitute dagli “affetti”, che si muovono all’interno dei diversi sistemi motivazionali atti a sviluppare, mantenere e reintegrare la coesione del Sé o l’organizzazione del Sé.

Oggi la psicoanalisi contemporanea è sorprendentemente diversa dall’analisi freudiana, così come la fisica moderna è differente dal lavoro di Newton.

La psicoanalisi contemporanea focalizza l’attenzione non solo sulle esperienze passate, ma anche sul qui-e-ora di esperienze e relazioni, compresa quella terapeutica, co-costruendo un dialogo in grado di ampliare la consapevolezza dell’esperienza di Sé.

Esistono molte psicoterapie che differiscono ampiamente per scopi, frequenza degli incontri e modalità di intervento; alcune si concentrano sul cambiamento dei comportamenti, altre sui modelli di pensiero e altre ancora sull’esprimere le emozioni. La psicoanalisi contemporanea incorpora potenzialmente tutto questo, a seconda delle esigenze uniche e personali di ciascuno

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PSICOTERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE

La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (Cognitive-Behaviour Therapy, CBT), nata negli Stati Uniti agli inizi degli anni ’60 da A. Ellis e A. Beck, postula una complessa relazione tra emozioni, pensieri e comportamenti evidenziando come i problemi emotivi siano in gran parte il prodotto di credenze disfunzionali che si mantengono nel tempo, a dispetto della sofferenza che il paziente sperimenta e delle possibilità ed opportunità di cambiarle, a causa dei..

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meccanismi di mantenimento.

La cornice teorica di riferimento sottolinea l’importanza delle distorsioni cognitive e della rappresentazione soggettiva della realtà nell’origine e nel mantenimento dei disturbi emotivi e comportamentali. Ciò implica che non sarebbero gli eventi a creare e mantenere i problemi psicologici, emotivi e di comportamento, ma questi verrebbero piuttosto largamente influenzati dalle strutture e costruzioni cognitive dell’individuo.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT) si propone di aiutare i pazienti ad individuare i pensieri ricorrenti e gli schemi disfunzionali di ragionamento e d’interpretazione della realtà, al fine di sostituirli e/o integrarli con convinzioni più funzionali.

Negli ultimi venti anni l’introduzione della mindfulness – un’antica tecnica meditativa buddista – all’interno della pratica terapeutica ha portato a modificare in modo considerevole il cognitivismo standard conducendo al tratteggiarsi delle terapie cognitive di terza generazione.

Tra i vari protocolli e interventi basati sulla mindfulness si ricordano:

  • Acceptance and Commitment Therapy (ACT)
  • Mindfulness-Based stress Reduction (MBSR)
  • Mindfulness Based Cognitive Therapy (MBCT)
  • Functional Analytic Psychotherapy (FAP)
  • Dialectical Behavior Therapy (DBT)

Vi sono alcuni elementi che accomunano i modelli basati più o meno direttamente sull’acceptance (ACT, DBT, FAP, IBCT) e quelli basati prevalentemente sulla mindfulness (MBSR, MBCT); tra questi va sottolineata l’enfasi sulla “defusione” cognitiva (Harris, 2009, 2010; Hayes, 2005).

Nelle terapie di terza generazione, l’obiettivo non riguarda più trasformare direttamente pensieri e convinzioni disfunzionali in pensieri alternativi, più razionali e funzionali, ma l’enfasi è posta su strategie di cambiamento contestuali ed esperienziali che modificano la funzione degli eventi psicologici senza intervenire sulla loro forma. Gli approcci di terza generazione mirano sempre più all’empowerment del paziente, che partecipa attivamente per conseguire la “flessibilità psicologica”: l’obiettivo clinico peculiare di queste nuove terapie.

Gli interventi proposti invece che focalizzarsi sul cambiamento diretto degli eventi psicologici, si propongono di cambiare la loro funzione e la relazione degli individui con gli stessi, mediante strategie quali la mindfulness, l’accettazione o defusione cognitiva (Teasdale, 2003).

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